Giovedì 22 Ottobre 2009 22:27 Redazione - L’esercitazione, alla X^ edizione, della Protezione Civile locale, verifica delle propria capacità e prontezza di risposta.
In tutto 15 comuni, dal confine sud di Milano fino al parco del Ticino, 90 automezzi, circa 500 operatori volontari, compresa una costellazione di associazioni di volontariato per il soccorso sanitario e psicologico, radioamatori per assicurare i collegamenti radio, associazione carabinieri in congedo, associazione recupero a cavallo, associazione con cani da recupero.
Nei giorni 16-17-18 Ottobre 2009, al via di un obbiettivo imprevisto e nascosto fino all’ultimo, la chiamata di soccorso, la raccolta presso il campo base di Buccinasco.
Da prima, s’é dispiegata la logistica per la disposizione del campo e delle tende, la mensa e le prime necessità. L’accoglienza dell’ammassamento e la sistemazione del flusso d’arrivo dei vari gruppi; la viabilità, per lo spostamento fluido della colonna; le comunicazioni tra la catena di comando ed i gruppi. Subito poi, i servizi sanitari avanzati, nel senso di pronto soccorso di prossimità all’assesto, col conforto psicologico), la vigilanza ed il controllo degli accessi.
L’esercitazione intercomunale, ormai alla sua X^ edizione, comprende i comuni del Sud Milanese: COM 2-Corsico ,COM3-Rozzano, INTERCOM4-Abbiategrasso, con i rispettivi Comuni vicinali: Assago, Basiglio, Buccinasco, Binasco, Casarile, Cesano B., Lacchiarella, Locate T., Noviglio, Pieve Emanuele, Trezzano s./N., e Zibido S.G. Aderiscono anche i comuni di Solaro (MI), Biassonno, Cosio Valtellina (SO), Lugano (CH).
Un obbiettivo pieno di variabili da armonizzare: procedure di risposta, referenti, analisi, priorità, soluzioni, decisioni rapide, mappe, scenari e ordini di servizio.
Dove è alta l’organizzazione, una società ed una comunità controllano gli eventi e programmano le risposte, ossia, si garantiscono stabilità e prosperità anche contro le avversità. Sta anche ai gruppi cittadini di Protezione Civile, la capacità di capitalizzare le esperienze e di ripristinare, provvedere a qualsiasi evento imprevisto, farne cultura e quindi conservarne e trasmetterne la conoscenza, per allungarla alle generazioni successive.
All’ “Oktober Test”, si esprime la consapevolezza, il concetto di coesione, la condivisione e la concordia di una comunità. E’ lo scenario di verifica, per fortuna con un realismo solo immaginario, ma sufficiente a trovarsi, all’imbrunire, più scuro che chiaro, all’interno del bosco del Ticino a ricercare i resti di un aereo precipitato, recuperane le persone, il carico ed i resti. Una contingenza, in cui il sorriso per la finzione cessa presto e la mente di ciascuno dei presenti, macchina pensieri, elabora soluzioni ben oltre quelle che farebbe il comune buon senso o il sentimento di mutuo soccorso, ma soprattutto diventa un insieme coordinato e funzionale a raggiungere il massimo del risultato.
La disponibilità e la passione dei volontari che vi partecipano, si misura quando a consuntivo dell’esercitazione, si registra qualche inevitabile smagliatura: è tale il giudizio rigoroso e l’auto critica, da far sembrare ogni volta l’eccellenza raggiunta ancora ben lontana dalla perfezione richiesta. Eppure, come sottolinea Vito Petita, il nostro Disaster Manager locale e prima voce dell’Oktober Test”: “ si tratta ormai di un raggruppamento con una serie di specializzazioni ed eccellenze per le quali all’interno del dispiegamento dei soccorritori dell’Abruzzo (Montecchio2) è stato quello con maggiore presenza”.
Quello che viene avanti è un vero presidio zonale di Protezione Civile, di almeno 500 volontari.
All’passaggio della colonna vedevo le persone a lato strada salutare con la mano, al ritorno, sottocasa il primo che mi ha incontrato mentre affaticato liberavo l’auto dalle divise e dal bagaglio, mi ha salutato dicendomi: “Meno male che esistete”; molto di più che un saluto cordiale.
Riconoscere la necessità della Protezione Civile, e sostenerne l’attività, le risorse e le iniziative, è, riconoscere possibile la coesione cittadina oltre ogni schieramento o parte.
Noi c’eravamo, non “per salvare il mondo”, ma per rendere il mondo un posto migliore in ogni circostanza.
Aldo Marchesini/volontario Protezione Civile Gruppo Trezzano s./N.
































































































