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INFORMAZIONI e POLICY (limiti e regole collettive)

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PROTOCOLLO D' IMPIEGO

 

REGOLAMENTO PER  L’ISTITUZIONE DEL CENTRO OPERATIVO MISTO - N. 2 (COM 2)

 

MANUALE DEL VOLONTARIO

 

COMPORTAMENTO DEL VOLONTARIO SOCCORRITORE

 

SITO E PRIVACY

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COM 2

GRUPPI COMUNALI DI PROTEZIONE CIVILE

PROTOCOLLO D' IMPIEGO

 

1.       PRIORITA'                     

Le attività e/o le manifestazioni nelle quali si richiede l’impiego dei Gruppi Comunali di Protezione Civile, compatibilmente alla disponibilità di personale, sono regolate dalla seguente priorità:

1^    Previsione, prevenzione, soccorso e superamento delle emergenze, richieste dal Sindaco.

2^    Iniziative organizzate dai vari Servizi Comunali.

3^    Manifestazioni a scopo benefico organizzate da Fondazioni, Enti e/o Associazioni.

4^    Richieste dei Comuni costituenti il COM.

5^    Iniziative concordate con altri Enti pubblici      

6^    Manifestazioni di particolare rilievo, con alto numero di partecipanti e/o grande affluenza di pubblico prevista.

2.    PREVISIONE, PREVENZIONE, SOCCORSO E SUPERAMENTO DELLE EMERGENZE.                     

       Il Gruppo Comunale di Protezione Civile con il Coordinatore e la soprintendenza del Responsabile Operativo svolge la sua specifica attività con i metodi indicati ed i tempi richiesti dagli eventi. 

3.    INIZIATIVE DEI COMUNI                                                                    

Il Gruppo Comunale di Protezione Civile  si rende operante per gli interventi richiesti dai Servizi del Comune di appartenenza, essendo Gruppo di Volontariato inserito nella struttura stessa, sostenuto e coordinato per gli scopi previsti.

Il Gruppo ha la facoltà di respingere richieste per attività che possono essere eseguite dai servizi istituzionali dell'ente senza il coinvolgimento del personale volontario, nonché per altre attività ritenute non pertinenti.

4.    MANIFESTAZIONI BENEFICHE                               

Le richieste per manifestazioni ed attività promosse da Fondazioni, Enti e/o Associazioni al fine di raccogliere fondi per opere benefiche e d’assistenza per invalidi e disabili, devono essere, in linea di principio, sempre accettate perché rappresentano al meglio l’impegno di soccorso e assistenza  che contraddistingue la Protezione Civile, fatta salva la valutazione effettuata da ogni singolo Gruppo.

5.    RICHIESTE DEI COMUNI                       

I Comuni costituenti il COM, sono tenuti a fornire assistenza e collaborazione reciproca, attraverso i propri Gruppi Comunali.

Per le richieste contemporanee ad altri interventi già programmati, il Responsabile del COM,  di concerto con i Responsabili Operativi, valuterà le priorità.

6.    INIZIATIVE IN COLLABORAZIONE CON ALTRI ENTI PUBBLICI                         

I progetti per le iniziative in collaborazione con altri Enti pubblici devono prevedere nel documento d’intesa le norme di utilizzo del Gruppo Comunale.

7.       MANIFESTAZIONI DI PARTICOLARE RILIEVO                                          

Nelle manifestazioni sportive, culturali, musicali e/o altre, per cui si prevede un alto numero di partecipanti e/o una grande affluenza di pubblico, il Gruppo Comunale collabora con il personale dell’Ente organizzante, la Polizia Locale e le Forze dell’Ordine secondo le indicazioni date dal Responsabile Operativo .

8.       CRITERI DI SCELTA PER LA PARTECIPAZIONE                        

Fermo restando le necessità dovute ad una eventuale emergenza a seguito della richiesta del Sindaco e chiamata del

Responsabile Organizzativo, il Gruppo Comunale, decide discrezionalmente la propria partecipazione ad un’attività e/o manifestazione secondo i criteri seguenti:

    valutazione dell’effettiva necessità del supporto dei volontari del Gruppo Comunale.

    disponibilità dei volontari

    specifico interesse di partecipazione dei volontari, anche solo di alcuni

    assenza di finalità politiche e/o a scopo di lucro 

9.       MODALITA' E TEMPI DI RICHIESTA               

Tutte le richieste di collaborazione da parte di Servizi Comunali, Fondazioni, Enti, Associazioni o altri, devono:

-          Essere indirizzate in forma scritta al  Responsabile Operativo Comunale il quale provvederà a trasmetterle per conoscenza al Responsabile del COM

-          Presentate almeno 30 (trenta) giorni prima dalla data dell'evento.

-          Devono essere circostanziate nei programmi delle attività e/o manifestazioni, ed il tipo di impiego richiesto.

-          Qualora il servizio richiesto prevedesse l’impiego dei volontari oltre le 4 ore consecutive e/o a copertura di ore comprese tra le 12 e le 14 o tra le 19 e le 21, sarà cura dell'organizzazione, sia essa pubblica o privata, fornire a proprie carico il pasto ai volontari.

 

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REGOLAMENTO PER L’ISTITUZIONE DEL CENTRO OPERATIVO MISTO - N. 2 (COM 2)

art. 1 Denominazione

E’ istituito il Centro Operativo Misto, COM 2, costituito dai Gruppi Comunali di Protezione Civile di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico e Trezzano S/N, e da tutte le organizzazioni/associazioni di volontariato presenti sul territorio, con analoghe finalità.

La sede del COM 2 è a Corsico in Via Bozzi 14.

art. 2 Finalità

Il COM 2 è apolitico, apartitico e non ha scopo di lucro come stabilito dalla Lg 225/24-02-92, dalla Lg regionale 16/25-05-04

Compito principale del COM 2 è coordinare l’attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza in occasione di calamità naturali e/o altri eventi, nell’ambito del territorio dei Comuni che lo costituiscono, della provincia, della regione e della nazione.

Il COM 2 è promotore della formazione di base dei volontari, e dell’organizzazione delle attività comuni d’esercitazione.

art. 3 Gruppo Comunale 

I Gruppi Comunali operano nell’ambito del territorio comunale d’appartenenza, conformemente a quanto contemplato dai Regolamenti per l’organizzazione della struttura e al verificarsi di emergenze, alle dirette dipendenze di ciascun Sindaco o di suo delegato, ai sensi di leggi 225/92.e  regionale 16/04.

La partecipazione alle attività promosse dal COM 2 dovrà essere autorizzata dai rispettivi Responsabili Operativi Comunali.

art. 4 Ammissioni  presentate

Al COM 2, oltre ai Gruppi Comunali, possono aderire tutte le Organizzazioni/Associazioni regolarmente iscritte all'Albo Regionale/Nazionale delle Associazioni di Volontariato di Protezione Civile.

Per l’ammissione ai Gruppi Comunali,  il Volontario, in possesso dei requisiti previsti dalla legislazione vigente, deve:

  1. presentare apposita domanda con n° 2 fotografie formato tessera

  2. compilare la scheda notizie personali: capacità e specializzazioni, reperibilità, recapiti telefonici, impiego prevalente con  orari di disponibilità, e/o altro…,

  3. autocertificare l’assenza di procedure penali in corso e/o condanne penali in giudicato.                Tale certificazione è soggetta ad eventuale controllo presso il Casellario Giudiziario entro i termini previsti di legge.

  4. ottenere l’accettazione del Sindaco, a giudizio insindacabile.

  5. presentare certificato medico che attesti le caratteristiche fisiche in relazione alle attività da svolgere, specificandone le esclusioni.

  6. acquisire l’attestato di frequenza al corso di formazione per la Protezione Civile

art. 5 Gruppo di Coordinamento

Il corretto svolgimento delle attività e dei servizi di Volontariato a livello intercomunale e l’organizzazione degli stessi è affidata al Gruppo di Coordinamento del COM 2, la cui composizione è la seguente:

  • Responsabile del COM 2

  • Responsabili Operativi Comunali = ROC

  • Coordinatori

  • Responsabili delle altre organizzazioni/associazioni

  • Capi squadra - senza diritto di voto

Il Gruppo di Coordinamento si riunisce almeno ogni tre mesi e delibera su tutte le attività di sua competenza, con maggioranza semplice dei presenti - votanti.

Per le delibere che prevedono impegni di spesa a carico dei Comuni, sarà necessaria la presenza di tutti i Responsabili Operativi Comunali o loro delegati.

La segreteria del COM 2 redige i verbali delle riunioni e li inoltra via e-mail alle segreterie dei vari gruppi.

art. 6 Compiti

a) Responsabile del COM 2

        E’ responsabile dell’operato dei Gruppi Volontari durante le attività gestite dal COM 2

●         Armonizza le iniziative del COM 2 e sovrintende al suo normale ed ordinato funzionamento.

         Convoca e presiede le Assemblee del COM 2, sentito il parere dei ROC e dei Coordinatori

         Tiene i rapporti con le strutture di Protezione Civile provinciale, regionale e nazionale, comunicando loro le attività operative e le esercitazioni.

b) Responsabile Operativo Comunale = ROC

         Sovrintende all’intervento operativo sul territorio e al corretto svolgimento del piano comunale d’emergenza.

         Sovrintende alla formazione dei Volontari

         Cura l’elenco dei Volontari da comunicare al COM 2, specificandone le eventuali specializzazioni e gli incarichi ricoperti.

         Effettua proposte per le attività d’esercitazione del COM 2

         Partecipa alle riunioni di COM 2

c) Coordinatore

         In collaborazione con il Responsabile Operativo Comunale coordina e gestisce i Capi squadra ed il gruppo comunale nelle attività sul territorio.

         Opera nei seguenti campi: Segreteria, Logistica e Piano d’Emergenza.

         Raccoglie le segnalazioni di carenze o danneggiamento dell’equipaggiamento messo a disposizione.

         Partecipa alle riunioni di COM 2

e) Responsabile Organizzazione/Associazione

         Coordina il gruppo di volontari dell’organizzazione/associazione, seguendo le direttive del ROC o del Responsabile di COM 2.

         Partecipa alle riunioni di COM 2

d) Capo squadra

        Coordina un gruppo di volontari su obiettivi specifici individuati dal Coordinatore Comunale o dal ROC.

        Partecipa alle riunioni di COM 2, senza diritto di voto.

 

art. 7 Nomina e Durata mandato dei componenti Gruppo di Coordinamento

Il Responsabile del COM 2 è nominato su indicazione del Prefetto  e generalmente ne assume le funzioni il responsabile del Comune  Capo Com

Il ROC è nominato dal Sindaco o dall’Assessore delegato alla Protezione Civile del Comune d’appartenenza.

I Coordinatori ed i Capi squadra dei singoli comuni sono eletti dall’assemblea dei Volontari con maggioranza semplice dei presenti-votanti, il mandato dura due anni e sono rieleggibili.

I responsabili delle Associazioni sono eletti secondo le regole dall'associazione d’appartenenza e restano in carica per la durata del loro mandato.

 

art. 8 Volontari

Compito del volontario è quello di assolvere con diligenza le disposizioni impartite dal Capo squadra in attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza, sviluppando la propria formazione nella protezione civile con le attività e le esercitazioni proposte. rispettando gli impegni di servizio assunti  presso il  gruppo di appartenenza ( rif. Protocollo di Impiego, allegato)

Gli appartenenti ai Gruppi Comunali di Protezione Civile sono tenuti a partecipare alle attività di cui sopra con impegno, lealtà, senso di responsabilità e spirito di collaborazione, oltre a mantenere un aspetto decoroso in ogni occasione e un comportamento adeguato agli incarichi assegnati ( rif. Manuale del Volontario, allegato).

Essi non possono svolgere, nelle vesti di Volontari di Protezione Civile, alcuna attività contrastante con le finalità di cui all'Art. 2.

art. 9  Aspiranti volontari

La partecipazione alle attività e alle esercitazioni di cui sopra non è permessa agli aspiranti volontari che non abbiamo superato il corso base di Protezione Civile.

La nomina a volontario di protezione civile è subordinata ad insindacabile giudizio del Sindaco a cui il ROC comunica la domanda di partecipazione al Gruppo Comunale di Protezione Civile e l’attestato di superamento del corso base.

L’aspirante volontario firma per accettazione questo regolamento e il regolamento Comunale con la definizione assicurativa.

Dopo l’avvenuta nomina riceve la dotazione personale, divisa e/o altro, in comodato d’uso, sottoscrivendo ricevuta.

art. 10 Assemblea del COM 2

È istituita l’Assemblea dei Volontari convocata e presieduta dal Responsabile del COM 2 almeno una volta l'anno.

L’avviso di convocazione dovrà essere esposto nella sede dei Gruppi Comunali almeno 15 giorni prima e comunicato ai volontari mediante le modalità ritenute più opportune.

All’assemblea partecipano i Sindaci dei Comuni o loro delegati.

Compito dell’assemblea è quello di fornire gli indirizzi generali per le attività del COM 2.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice dei volontari presenti-votanti.

Ogni volontario ha diritto ad un voto, non è ammesso il voto per delega.

L’assemblea può essere convocata con diverso preavviso in casi eccezionali di estrema urgenza.

La segreteria del COM 2 redige il verbale dell’assemblea e lo inoltra via e-mail alle segreterie dei vari gruppi, (rif. Lista indirizzi, allegata).                                   

art.11 Sanzioni

I Regolamenti Comunali prevedono provvedimenti nei confronti dei volontari per:

  • Assenze dalle attività del Gruppo di Protezione Civile, prolungate ed ingiustificate.

  • Inosservanza alle norme contenute nei regolamenti.

1.      Assenze

         A fronte di un’assenza di due mesi senza giustificato motivo, il Responsabile Operativo   indirizza all’interessato un richiamo scritto e dopo un ulteriore prolungamento di un mese,   notifica la perdita della qualifica di volontario della Protezione Civile. Stesso procedimento viene adottato a fronte di assenza, senza giustificato motivo, per due chiamate di emergenza consecutive.

2.       Inosservanza alle norme

         L’inosservanza delle norme contenute nei regolamenti comporta la sospensione temporanea       precauzionale dal servizio specifico in corso e in caso grave l’eventuale esclusione dal Gruppo       di Protezione Civile.

          La sospensione temporanea è stabilita dal ROC o dal Capo squadra operante, mentre     l’esclusione è    attuata dal Sindaco, con giudizio insindacabile, sentito il parere non vincolante          del ROC.

Con la perdita della qualifica di volontario e con l’esclusione, l’interessato deve restituire il documento di riconoscimento, fornito dal COM 2, e la dotazione personale, divisa e/o altro, assegnata in comodato d’uso.

art.12 Dotazioni Personali

Le Amministrazioni Comunali provvedono, compatibilmente con gli stanziamenti di bilancio a disposizione, a fornire l’equipaggiamento ai Volontari del Gruppo Comunale.

Al volontario/a è fatto divieto assoluto di apportare modifiche all'uniforme e/o aggiungere scritte, adesivi, o altro non pertinente con il servizio di protezione civile.

Il volontario deve tenere in ordine ed in perfetta efficienza la dotazione personale.

Durante le attività di Protezione Civile il Volontario dovrà esporre il documento di riconoscimento fornito dal COM 2, pena l'allontanamento dall'attività operativa.

art.13 Dotazioni di Gruppo

Le Amministrazioni Comunali provvedono, compatibilmente con gli stanziamenti di bilancio a disposizione, a fornire equipaggiamento ed attrezzature specifiche al Gruppo Comunale di Protezione Civile.

Compito dei Volontari è di bene utilizzare le dotazioni di gruppo, mantenendole in perfetta efficienza; i Coordinatori curano la loro buona conservazione sovrintendendo alle necessarie manutenzioni e/o eventuali riparazioni.

art.14 Automezzi

I veicoli privati possono essere temporaneamente adibiti a Veicoli Operativi previa autorizzazione del  Responsabile del COM 2 o dei singoli ROC.

I veicoli devono essere conformi alla normativa vigente e la loro conduzione deve rispettare le norme del Codice della Strada.

art.15 Applicazione

Il presente regolamento entra in vigore dopo l’approvazione dei Consigli Comunali costituenti il COM.

Si rimanda ai singoli Regolamenti Comunali per quanto qui non contenuto.

 

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MANUALE DEL VOLONTARIO

(Norme di comportamento)

Il contenuto di questo fascicolo è stato rielaborato ed adattato alle esigenze ed ai compiti dei Volontari che costituiscono i gruppi operativi Molte indicazioni potranno sembrare scontate oppure ovvie, ma leggendole, è bene ricordare che nella realtà della Protezione Civile  e dell' emergenza nulla è scontato ed ovvio.

 LA LOGISTICA

LA LOGISTICA è definita l'arte di predisporre, da parte di personale preparato, i mezzi di trasporto, le comunicazione, gli approvvigionamento, le strutture di accoglienza e di ricovero. Nel quadro di una situazione di emergenza, si tratta dell'insieme del personale, dei mezzi e dei materiali da mettere in opera per una buona organizzazione dei soccorsi.  La logistica deve garantire:

A) Primo soccorso immediato;
B) Diagnosi medica delle vittime traumatizzate, completata da interventi di estrema urgenza che   consenta loro di sopravvivere ed affrontare il trasporto (triage);
C) Ripristino e gestione dei sistemi di comunicazione tra l'area sinistrata, il mondo esterno e i soccorritori;
D) Evacuazione dalla zona sinistrata;
E) Trasporto  e conservazione di viveri e materiali;
F) Distribuzione di viveri e materiali a sinistrati e soccorritori;
G  Installazione e gestione di strutture di ricovero per sinistrati e soccorritori;
H) Sostituzione periodica del personale soccorritore.

L'impegno dei mezzi, la loro distribuzione, il loro impiego sul terreno, tenendo conto della natura della catastrofe, delle  conseguenze materiali e umane e dei compiti da svolgere, è chiamata TATTICA

 

IL VOLONTARIO

Il Volontario organizzato costituisce una risorsa indispensabile nella gestione dell'emergenza. In base alle conoscenze specifiche partecipa direttamente alle operazioni di soccorso,  provvedendo al trasporto e alla cura dei feriti,  all' assistenza della popolazione, oppure ad attività tecniche o logistiche.             
I Volontari, ben equipaggiati ed addestrati, è bene che si  presentino sul luogo dell'emergenza già organizzati in gruppi precostituiti, omogenei, ed autonomi. E' l'Autorità responsabile dell'organizzazione dei soccorsi a decidere il numero di volontari da utilizzare e il luogo dove inviarli.

IL VOLONTARIO DEVE SVOLGERE IL COMPITO CHE GLI E' STATO  AFFIDATO, CON EFFICACIA E DISCIPLINA, A QUALUNQUE LIVELLO DELLA CATENA DEI SOCCORSI SI TROVI AD OPERARE.

 

COMPORTAMENTO DEL VOLONTARIO

Quando il Volontario è il primo testimone di un evento, deve:

Trasmettere l'allarme.

Fornire tutti le informazioni e gli elementi utili perchè l'intervento dei soccorritori sia rapido e   mirato. ATTENZIONE - Le informazioni che il  Volontario fornisce devono rispecchiare la realtà e se non dettate da una specifica conoscenza, non devono contenere valutazioni personali.

 Deve rimanere sul luogo dell'evento fino all'arrivo dei soccorsi.

 Deve sospendere la propria azione individuale nel momento in cui si costituisce la prima organizzazione di soccorso.              

Quando il Volontario è inserito in una azione di soccorso articolata e complessa, deve:
1)  Integrare la propria attività nel piano generale dei soccorsi. 
2)  Evitare di isolarsi e compiere azioni dettate solo dalla propria iniziativa e dal proprio impulso.

 

EQUIPAGGIAMENTO DEL VOLONTARIO

Il Volontario, quando partecipa ad un'azione di soccorso, deve essere in grado di operare nelle condizioni ottimali, senza costituire un peso per gli altri soccorritori.
Il Volontario soccorritore, perciò, deve essere dotato di adeguati MEZZI   INDIVIDUALI DI PROTEZIONE.
Questi sono di due tipi:
1) VESTIARIO
2) EQUIPAGGIAMENTO DI SUSSISTENZA    

 

VESTIARIO

Il Volontario deve indossare capi di abbigliamento (vestiario) con le seguenti caratteristiche:
- essere adatto alle condizioni ambientali  in cui si è sviluppata   l'emergenza.
- proteggere il Volontario dall'azione di elementi ostili (caduta di oggetti, folgorazioni, ecc...) 
- essere rinforzato nelle tre parti più importanti del corpo:testa con casco protettivo,   mani con guanti,  piedi con stivali o altre calzature specifiche  se le condizioni di lavoro lo richiedono.
- essere adatto alle condizioni climatiche della località colpita dall'emergenza: deve, quindi,  proteggere il Volontario dal caldo, dal freddo, dalla pioggia o dall'umidità, anche per periodi prolungati.
- essere idoneo al posto di lavoro a cui è assegnato il Volontario
- essere comodo, non ostacolare i movimenti,  ma non deve offrire appigli
- essere di tessuto resistente.

Nel caso in cui il Volontario sia dotato di una divisa, questa deve:
- essere omologata
- essere identica per tutti i membri della stessa organizzazione
- avere un colore particolare, un simbolo o un distintivo ben visibile per permettere l'identificazione del Volontario e della sua mansione.

 

EQUIPAGGIAMENTO DI SUSSISTENZA

Il Volontario soccorritore deve essere autonomo soprattutto nel primo periodo dell'emergenza , in attesa che la componente logistica dei soccorsi venga organizzata. Il Volontario deve essere autonomo sul piano: ALIMENTARE ( scorta di acqua da bere, razioni alimentari) ALBERGAMENTO ( sacco a pelo, coperta, eventuale tenda )

Il Volontario, inoltre,  anche durante l'emergenza, deve rispettare le regole di igiene personale, soprattutto in caso di intervento prolungato nel tempo. Il materiale necessario (biancheria di ricambio, sapone, dentifricio, ecc...) deve essere conservato in contenitori (borse o zaino)  di facile trasporto.

 

EQUIPAGGIAMENTO PERSONALE DEL VOLONTARIO SOCCORRITORE

            TORCIA ELETTRICA E BATTERIE DI RISERVA
            ACCENDINO
            FORNELLO A GAS
            POSATE (FORCHETTA, COLTELLO, CUCCHIAIO)
            COLTELLO MULTIUSO
            BORRACCIA
            BORSA PER PULIZIA PERSONALE
            ASCIUGAMANI            
            BUSTA CUCITO
            MAGLIE (COTONE O LANA )
            CALZE ( COTONE O LANA )
            BIANCHERIA INTIMA
            1 MAGLIONE
            1 PAIO DI PANTALONI            
            1 TUTA DA GINNASTICA
            1 BERRETTO DI LANA
            1 PAIO DI GUANTI DI LANA
            1 PAIO DI GUANTI DA LAVORO
            1 IMPERMEABILE ( MANTELLA, GIACCA,  K - Way, ecc...)
            1 PAIO DI SCARPE DA GINNASTICA
            1 PAIO DI PEDULE (SCARPE PESANTI CON SUOLA IN PARA)
            1 PAIO DI STIVALI
            1 SACCO A PELO
            1 COPERTA            
Se si è in possesso di una tuta/divisa , alcuni vestiti indicati non sono strettamente necessari. Il tessuto degli indumenti deve essere scelto in base al clima della zona colpita dall'emergenza o alla stagione. L'elenco può essere completato con altri oggetti o indumenti particolarmente necessari al singolo Volontario.

 

PRONTO SOCCORSO PERSONALE

ATTENZIONE - E’ opportuno che il Volontario porti con se, sia durante l’emergenza che in esercitazione,  un minimo pronto soccorso personale, per far fronte a piccole emergenze (escoriazioni, abrasioni, piccole ferite, distorsioni, ecc...)              
Esistono in commercio confezioni  già pronte, comunque è bene avere a disposizione:
              cerotti preparati di diverso formato
               cerotto adesivo               
               cotone idrofilo
               preparati disinfettanti (alcool, acqua ossigenata, bialcool)
               spille di sicurezza
               garza sterile
               ammoniaca (per la cura di punture di insetti)               
               laccio emostatico
               forbici                            

Il materiale sopra indicato deve essere conservato in un contenitore impermeabile a chiusura ermetica.
Per completezza di informazione, occorre ricordare che sarebbe opportuno avere a disposizione

anche:
              bende triangolari (servono a sostenere un arto offeso, a
              tener ferma una medicazione alla testa, al piede,al ginocchio
              stecche di diversa lunghezza (in caso di fratture articolari)
              pomate antiustione   
              pomate antistaminiche
              pomate per curare traumi. contusioni, distorsioni
              bagni oculari
              ghiaccio secco                        
              guanti monouso
              pinze per rimuovere schegge

E' opportuno, inoltre, che il Volontario abbia con se un documento che riporti  il gruppo sanguigno di appartenenza ed eventuali altre informazioni sanitarie.        

 

RIASSUMENDO

QUANDO IL VOLONTARIO SOCCORRITORE E' CHIAMATO A SVOLGERE UN COMPITO O A PORTARE A TERMINE UNA MISSIONE, DEVE:
1)  FRENARE OGNI SLANCIO IMPULSIVO
2)  FRENARE LA PROPRIA SUSCETTIBILITA'
3)  LASCIARE SPAZIO AD UN ATTEGGIAMENTO MODESTO E ALLO SPIRITO DI DISCIPLINA

IL VOLONTARIO DEVE POSSEDERE TUTTE LE QUALITA' NECESSARIE PER OPERARE IN UN AMBIENTE OSTILE O SU UN TERRENO DIFFICILE. QUESTO ADATTAMENTO ALLE DIVERSE FUNZIONI SI OTTIENE CON UN ADDESTRAMENTO  PERMANENTE E UN AGGIORNAMENTO CONTINUO NEL CAMPO DELLE PROPRIE CONOSCENZE SPECIFICHE.
SE SARANNO RISPETTATE QUESTE CONDIZIONI, L'OPERA DEL VOLONTARIO SARA' EFFICACE NELLA CATENA DEI SOCCORSI E POTRA' PORTARE IL PROPRIO AIUTO IN OGNI SITUAZIONE DI EMERGENZA ECCEZIONALE.   

 

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COMPORTAMENTO DEL VOLONTARIO SOCCORRITORE

Il Volontario soccorritore, quando si trova nella località colpita dalla catastrofe, davanti alle rovine  delle case,  alla sofferenza dei feriti, ai morti, alla disperazione di chi ha perso i propri cari o i propri averi, deve saper controllare le proprie inevitabili emozioni, al fine di poter prestare la propria opera di soccorso al meglio. Si possono diminuire gli effetti dovuti alle forti emozioni imparando a ripete re i "gesti tecnici" in modo automatico. Questo  risultato lo si raggiunge effettuando molte esercitazioni: solo così il Volontario soccorritore può svolgere il proprio compito con calma, in modo lucido e preciso

Il Volontario soccorritore, durante l'emergenza,  deve dimostrare autorità e fermezza : è provato che molte reazioni nevrotiche da parte di superstiti o vittime, sono ridotte o eliminate con incoraggiamenti o con ordini impartiti con fermezza.

Il Volontario soccorritore se si comporta in modo calmo e dimostra sicurezza nel compiere i suoi "gesti tecnici", trasmette a chi è stato colpito dalla calamità un effetto rassicurante; deve quindi imparare a dimostrarsi calmo, fermo, autorevole e rassicurante.

Il Volontario soccorritore, però,  non deve eccedere nel dimostrarsi autoritario: un atteggiamento eccessivo aggrava l'ansia delle vittime che hanno bisogno di rassicurazioni e comprensione. Pur rimanendo autorevole, fermo e calmo, il Volontario deve collaborare e cooperare.

 
LE PAGINE CHE SEGUONO CONTENGONO UNA SERIE DI INFORMAZIONI DI BASE CHE PERMETTONO AL VOLONTARIO SOCCORRITORE, IN CASO DI  INTERVENTO, DI CAPIRE LE REAZIONI  DI   CHI E' COLPITO DA UNA CATASTROFE E DI COMPORTARSI IN MODO CORRETTO.

 

COMPORTAMENTO E REAZIONI DELLE VITTIME DI UNA CATASTROFE

VITTIMA - Questo termine indica non solo i morti ed i feriti, ma anche i sopravvissuti fisicamente indenni e i sinistrati che hanno accusato la perdita di parenti e dei beni materiali.

COMPORTAMENTO DELLE VITTIME

 Le vittime, immediatamente dopo l'evento, hanno reazioni e comportamenti, individuali o di gruppo, che possono aumentare la confusione e la disorganizzazione sociale e costringere i soccorritori a impegnare inutilmente tempo ed energie. Gli studi fatti insegnano che, nella maggior parte delle catastrofi, il 70% degli individui mantiene un comportamento apparentemente calmo, ma che in realtà corrisponde alla incapacità di provare  emozioni e di avere iniziative di ogni tipo; il 15% degli individui manifesta subito reazioni di disagio; il 15% degli individui mantiene sangue freddo.

 

REAZIONI INDIVIDUALI DELLE VITTIME

Reazioni ridotte nel tempo e senza conseguenze. Le reazioni della vittima possono essere: fuga precipitosa, agitazione psicomotoria, aggressività, immobilità, ecc... Sono di breve durata e non lasciano conseguenze. Quando la vittima riacquista lucidità, generalmente prova un senso di vergogna per quello che ha fatto. Intervento dei soccorritori  Deve limitarsi a parole energiche ma rassicuranti pronunciate con tono di voce calmo, ma fermo. E' bene che la vittima sia subito coinvolta nelle attività di soccorso.

 

Reazioni ridotte nel tempo e senza conseguenze, ma tardive. La vittima, anche se durante la catastrofe ha saputo mantenersi calma e durante le operazioni di soccorso ha prestato il proprio aiuto in modo valido, improvvisamente viene colta da: crisi di pianto, eccessi di aggressività,  tremore alle braccia e alle gambe, comportamenti isteroidi, ecc.... Generalmente la crisi si manifesta quando il pericolo è passato e le forze fisiche e le risorse morali si sono esaurite. Inoltre il fatto di non essere più concentrati in attività di soccorso, rende la vittima facilmente preda dell'ansia e dell'angoscia. Questo fenomeno colpisce quelle  persone che in apparenza   sembrano calme, ma che in realtà la catastrofe ha reso incapaci di provare sensazioni. Il loro lavoro, fino al momento della crisi, è stato un insieme di gesti compiuti meccanicamente. Intervento dei soccorritori  Se la  crisi non termina in modo autonomo, dovrà servire a facilitare il suo superamento con parole di conforto o di incoraggiamento, per poi  reintegrare il soggetto nel gruppo dei superstiti impegnati in altre attività di soccorso.    

 

Reazioni durature. Colpiscono vittime che già prima dell'evento sono soggetti psicologicamente fragili o sofferenti psichici. Sono reazioni spettacolari ( tentativo di suicidio, improvvise fughe ingiustificate, false paralisi,  falsa cecità, allucinazioni, paura di rivivere l'evento, ecc...), sono continuate nel tempo e cessano quando il medico interviene con il farmaco adatto. Intervento dei soccorritori  Deve servire a isolare la vittima dal gruppo degli altri superstiti, a mantenerla sul posto del ritrovamento il meno possibile,  a portarla immediatamente al più vicino posto medico per le cure del caso. E' scontato ricordare che l'analisi di questi comportamenti e le decisioni conseguenti sono unicamente compito del personale medico.

 

REAZIONI COLLETTIVE DELLE VITTIME

Colpiscono gruppi più o meno numerosi di vittime e, in alcuni casi, anche tutta la comunità coinvolta nella catastrofe.
1) Fuga
E' la reazione più diffusa. Consiste nell'abbandono della zona sinistrata,  coincide con il ritardo nell'arrivo dei soccorsi, dura qualche ora e termina con il raggiungimento di un luogo considerato sicuro. Causa un afflusso massiccio e incontrollato di superstiti, alla ricerca di aiuto, nelle zone intorno all'area colpita dalla catastrofe. Intervento dei soccorritori  Deve bloccare la fuga  portando i soccorsi e le cure richieste e riorganizzando i gruppi. Questi interventi rassicurano e tranquillizzano le vittime, allontanando la paura.

 

2) Paura collettiva o panico
E' la reazione più temuta e più pericolosa. Consiste in una fuga disperata accompagnata da atti violenti. Il panico collettivo si sviluppa all'improvviso per il sopraggiungere di un pericolo reale o di una minaccia reale o immaginaria e si propaga per  imitazione. Causa morti e feriti  perchè calpestati o schiacciati contro un ostacolo e si esaurisce spontaneamente, dopo alcuni minuti. E' seguito da una fase di calma dovuta allo scaricarsi della tensione. Intervento dei soccorritori  Esaurito il fenomeno, con la loro presenza, devono rassicurare e tranquillizzare la popolazione, riorganizzare i gruppi, individuare e isolare gli individui che possono aver provocato la reazione. L'intervento migliore consiste nella prevenzione: gestione razionale dell'allarme e informazioni continue alla popolazione.

 

IL RUOLO ATTIVO DELLA POPOLAZIONE COLPITA DALLA CATASTROFE

La popolazione colpita da una catastrofe, anche se vittima delle reazioni descritte nelle pagine precedenti, ha un ruolo importate ed  utile nella gestione dei primi soccorsi. Gli abitanti della zona interessata dall'evento, infatti, possono:

-         indicare ai convogli dei soccorritori le vie di comunicazioni migliori o alternative

-         collaborare nella ricerca dei dispersi e nel riconoscimento delle vittime

-         fornire informazioni indispensabili a proposito di eventuali pericoli derivanti dalla presenza di industrie, di depositi o di altre attività nella zona.

-         Occorre ricordare, inoltre, che tra le vittime ci sono persone che per la loro professione, preparazione e posizione sociale possono esercitare un ruolo importante nella organizzazione dei soccorsi e influenzare positivamente la popolazione ( amministratori pubblici, medici, ministri del culto, insegnanti, rappresentanti delle forze dell'ordine, ecc...).
Non tenere conte di queste risorse umane esistenti è un errore sia sul piano organizzativo, che su quello della prevenzione delle reazioni psicologiche collettive causate dalla catastrofe.

 

LA CATASTROFE

La catastrofe è un avvenimento improvviso e inaspettato che colpisce una collettività, sconvolge l'organizzazione sociale e provoca danni molto importanti, sia alla popolazione (morti e feriti) che alle cose (case, strade, ecc...).
La catastrofe causa una temporanea sproporzione tra mezzi di soccorso disponibili immediatamente e le reali necessità causate dall'evento.
La catastrofe è un avvenimento che richiede la mobilitazione straordinaria di una grande quantità di soccorsi.

 

CLASSIFICAZIONE DELLE CATASTROFI

Esistono due metodi di classificazione delle catastrofi. Il primo si basa sull'origine dell'evento, il secondo sul numero di vittime provocate.
 

CLASSIFICAZIONE DELLE CATASTROFI IN BASE ALLA LORO ORIGINE

CATASTROFI NATURALI
Catastrofi geologiche - Terremoti, frane, eruzioni vulcaniche, maremoti.
Catastrofi climatiche - Alluvioni, inondazioni, valanghe, mareggiate, grandinate, ecc...
Catastrofi batteriologiche - Epidemie
Catastrofi zoologiche - Invasioni di cavallette, termiti, ecc...

CATASTROFI TECNOLOGICHE
Incidenti - Stradali, aerei, ferroviari, marittimi, fluviali.
Incidenti - Chimici, nucleari, trasporto di sostanze pericolose.
Incendi -    Abitazioni, uffici, complessi industriali.
Crollo - Immobili
Cedimenti - Dighe
Esplosioni - Silos, ordigni, materiali pericolosi

CATASTROFI DI GUERRA O DI CONFLITTO ARMATO 
Cannoneggiamenti
Bombardamenti - Aerei, navali
Siluramenti
Occupazione di eserciti nemici
Aggressioni - Nucleari, batteriologiche, chimiche
Sabotaggi

CATASTROFI SOCIALI
Moti di rivolta
Carestie
Terrorismo e incidenti dolosi
Presa di ostaggi
 

CLASSIFICAZIONE DELLE CATASTROFI SECONDO IL NUMERO DELLE VITTIME
Incidenti ordinari - 1/10 vittime
Incidenti catastrofici - 10/100 vittime
Disastri collettivi - 100/1.000 vittime
Disastri maggiori - 1.000/100.000 vittime
Catastrofi maggiori - 100.000/1.000.000 vittime

Esiste un'altra classificazione che definisce un avvenimento catastrofe se provoca queste conseguenze:
- 50 morti
- oltre 100 feriti
- oltre 2.000 persone evacuate
- danni materiali valutati almeno 50 milioni di EURO

 

CONCLUDENDO

Spesso (troppo spesso) si incontrano nel mondo della Protezione Civile Volontari (sicuramente animati da grande generosità,  disinteressato altruismo e buona volontà) che dedicano molta attenzione :
- ai tesserini da esibire
- ai variopinti adesivi con cui ornare la propria autovettura
- alla mitica "divisa" (spesso trasformata in una ricca collezione di distintivi di forme e colori differenti)


Leggendo queste pagine, si intuisce che la Protezione Civile è ben altra cosa: è una scienza.

NON E' LA DIVISA CHE FA IL VERO VOLONTARIO!

Spesso si accusano gli Organismi competenti preposti alla Protezione Civile di superficialità,  improvvisazione e  incompetenza.
Tutti i volontari, qualunque sia il loro compito specifico, in caso di emergenza "vera", sono in grado di operare in modo adeguato? La buona volontà e la disponibilità sostituiscono la mancanza di preparazione?
Le Associazioni di Volontariato, oltre alle divise, forniscono ai loro iscritti anche gli strumenti per prepararsi ad operare sempre meglio?

 

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